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Premio
“Tallero d’Argento”
Dalle
ricerche storiche, compiute dal Sig. Giovanni Ferrero e dal Sig. Francesco
Foglino, ai quali va al nostra sincera e profonda gratitudine, è emerso
che nel nostro paese veniva coniata moneta, presso una Zecca,
in nome e per conto della nobil Famiglia Doria.
Al di là
dell’importanza culturale di questa ricerca, che proseguirà per un
maggiore approfondimento storico, ci è sembrato importante creare un
riconoscimento simbolico alle persone che hanno operato e operano per il
bene della collettività, utilizzando
la riproduzione in argento del Tallero (detto anche Leone o Lione).
Chi
riceve il Tallero d’Argento riceve l’abbraccio di tutta la
comunità Rovegnese, quale espressione di affetto e gratitudine per aver
portato nel proprio cuore le radici o i legami che ci uniscono a questa
splendida terra.
Voglio,
infine, ringraziare quanti hanno collaborato per la riuscita di questa
manifestazione, che ogni anno ci vedrà impegnati a regalare un simbolo di
gratitudine.
Congratulandomi
con i vincitori, rivolgo a tutti i partecipanti, a nome
dell’Amministrazione Comunale, un caloroso saluto.
Il
Sindaco
Giuseppe
Isola
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Programma del
31 luglio 2005
“Premio Tallerus Roveniensis”
Programma premio
tallero d’argento 2005
 
Mattino:
9.30 Apertura stand Poste
Italiane - Piazza Municipio (distribuzione cartolina commemorativa e
annullo postale)
9.00 Ammassamento dei
partecipanti - Piazza Carboni
10,15 Arrivo autorità
10,30 Incolonnamento e sfilata -
partenza piazza Carboni
10,45 Alzabandiera deposizione
corone ai caduti esecuzione Inni e Marce (piazza Municipio)
11,00 SS Messa
12.00 Saluto autorità - Consegna
tricolore al Sindaco - Parole di un Alpino
13,00 RANCIO - Presso la Miniera
Menù fisso - antipasto
primo di pasta asado - dolce
Acquisto buoni pasto
presso stand ANA
Pomeriggio:
14.30 Apertura stand
Poste Italiane
15,30 Concerto
Fanfara Alpina “Ten. Raffo” della Versilia – di Pietrasanta LU (1°
parte)
16.15 Premiazione
Tallero
A seguire 2° parte Concerto
Fanfara
A seguire estrazione premi
lotteria
Durante tutta la giornata
intrattenimento, musica, lotteria, stand gadget alpini.
Un caldo invito alla cittadinanza a
partecipare per condividere con le penne nere l’allegria della festa.
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DOCUMENTO
XVII
Permissione
data dalla Signora Principessa D. Violante a Giuseppe Vike di
costrurre una Zecca nel luogo di Rovegno. -1668 li 20 dicembre in
Genova.
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L'
Eccellentissima Principessa D. Violante Lomellina Doria concede
licenza e dà facoltà a Giuseppe Vike di poter costrurre una Zecca
nel luogo di Rovegno, per servizio della quale gli concede la casa che
vi ha la Prìncipal Camera, che serve per granaro; e se detto Vike
haverà bisogno d'altra casa, la prenderà a pigione per suo conto, et
sue proprie spese, servendosi dell' acqua del molino, senza
distoglierla dal medesimo, per una Ruota, e se potrà aggiongerne per
uso della lavoratione della Zecca, con fare pure a sue spese quelle
fabriche, che fussero necessarie, per fabbricare ottavetti della bontà,
e forma, che S. E. ha concesso all'altre Zecche di Loano e Torriglia,
e che se fusse per concedere in l'avenire, et in conformità delle
mostre che si faranno prima di battere; con la pigione di pezzi
duemila da 8. R. da B. 96 l'uno, per due anni di certo da cominciare
il giorno della prima battuta, et un'altro anno ad elezione del S.
Giuseppe, quale haverà obbligo di sborsare per l'osservanza di quanto
sopra pezzi mille simili, dopo giorni dieci, e se da S. E. sarà
firmato il presente albarano, a mani dell'Ill.ma S. Maddalena
Lomellina, e serviranno a conto dell'affitto del primo anno, e
scusati, haverà detto Vike obbligo di pagare mille pezzi simili di
sei in sei mesi anticipati in pace e senza alcuna contradizione.
Patto
che finita detta locazione, le fabriche che avverà fatte detto
Giuseppe esclusi li mobili, et utensili, restino alla Principal Camera
di S. E., e che detto Vike non possa pretendere cosa alcuna, solo se
di nuovo prendesse detta Zecca in affitto per goderli.
Patto,
che non si possa in detta Zecca fabricare ottavetti, e monete solo di
quelle qualità saranno concesso alle dette Zecche, così della bontà
sotto pena della confiscatione di quelle, che si trovasse havere
contravenuto, e per convincere tale transgressione basti ogni
ragionevole inditio, e prova.
Patto,
che non sì possa sciogliere detta locatione, solo in caso di Peste ,
guerra, e forza a di Principi, o che in Levante fossero bandite, o
rigettate le monete stampate in detta Zecca, purché non succeda per
difetto dell' istesse monete, in tal caso non si intenda resti
obbligato il Vike lavorare. E per corroborare
li detti contratti, saranno della presente scrittura firmate,
due copie, l'una da S. E. e l'altra dal suddetto locatore da
conservarsi appresso l'una parte e l'altra.
Patto
che durante detta ferma non possa S. E. formare in detta giurisdizione
altra Zecca.
GIUSEPPE
VIKE
Olivieri
Agostino, Monete, medaglie e sigilli dei Principi Doria che serbansi
nella biblioteca della R. Universita’ ed in altre collezioni di
Genova.
Genova,
1858 ; in 8. Pag. 24, e il Docum. XVII, a pag. 76; tav. IV,
n. 4.
Tallero
1669
Detto
anche Leone o Lione, a somiglianza delle monete usate in
Belgio.
Coniato
in argento.
Davanti:
IO AND PRI AVRIA LANDI; mezza figura in armatura su scudo sormontato
da aquila coronata.

Retro:
CONFIDENS DNO NON MOVETVR 1669; Leone rampante
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