|
l’Associazione
Turistica pro Rovegno e il
39a SAGRA DELLA PATATA DOMENICA 5 OTTOBRE 2008
|
|||
|
|
|||
| Con il patrocinio e il contributo di: |
Cassa di Risparmio di Genova e Imperia |
||
|
|
|
Provincia di Genova
|
|
|
PROGRAMMA Ore 10,00 -Apertura stands e presentazione delle confezioni in concorso
Ore 11,30 -stand gastronomico inizio distribuzione patate fritte
Ore 16,00 -Premiazione concorsi: la patata più grossa la patata più strana la confezione più originale ore 18,00 - tradizionale lancio della mongolfiera augurale
- durante tutta la giornata distribuzione di patate fritte, ciambelle e vino a volontà
- lotteria con prodotti locali musica e danze in piazza esposizione e vendita di prodotti biologici e artigianali |
X° CONCORSO GASTRONOMICO LE PATATE IN TAVOLA I piatti a base di patate potranno essere presentati Domenica 5 ottobre 2008 dalle ore 10,00 alle ore 12,30
Una speciale giuria premierà: - La ricetta più fantasiosa - La presentazione più originale --- Partecipano alla manifestazione i produttori del "consorzio della quarantina"
Per informazioni: Associazione Turistica Pro Rovegno Comune di Rovegno Tel. 010955033-34 |
||
|
|
|||
|
Antiche ricette per cucinare le patate |
|||
|
Sulla
tavola genovese a fine '700
1779
Pane di sole patate
“Quando
i pomi di terra son cotti a sufficienza, e raffreddati, si trasformano
difficilmente in una pasta elastica, ma se si tuffano nell'acqua bollente
e vi si lasciano per molto tempo, tanto che il calore li venga a
penetrare, ripigliano ben presto sotto lo spianatojo, come prima, la
consistenza d'una pasta tenace e viscosa: bisogna soltanto usar la cautela
di levar loro la pelle, quando si traggon dal fuoco. [...] L'acqua
destinata all'impasto del lievito o della pasta non può esser mai troppo
calda: ella forma il quinto della mistura. [... Per fare il pane ... si
procederà come in appresso].
Si
piglierà un pezzo di pasta che sia da per se inagrita - o, ch'e anche
meglio, un poco di lievito - che si stemprerà nella sera in una pinta
d'acqua calda; vi si aggiungeranno in seguito due libbre d'amido, e
altrettanta polpa di pomi di terra; fatta questa mistura si copra e si
riponga in un luogo caldo, dove si lascerà sino alla mattina seguente, ed
allora si potrà pensare all'impasto.
Si
stenderà il lievito cosi preparato in una nuova pinta d'acqua, dove si
farà stemprare una mezz'oncia di sale, e il tutto sarà incorporato colla
medesima quantità d'amido e di polpa della sera antecedente. Essendo ben
gramolata la pasta, si dividerà in otto parti e si riporrà in qualche
cesto tutto sparso di crusca, il quale si coprirà, ed esporrassi in un
luogo temperato per lo spazio di sei ore, più o meno, secondo la
stagione. Dopo ciò si dovrà pensare alla cottura
Quattr'ore
dopo che la pasta sarà stata a levare, bisognerà cominciare a riscaldare
il forno, avvertendo di non impiegarvi che poca legna alla volta: quando
sarà nel suo vero punto del caldo s’infornerà, ma prima si bagnerà la
superficie della pasta e in capo a un'ora e mezza o due il pane sarà
cotto".
Quantità
di pomi necessaria per avere una libbra di pane [ libbra = 400 9; oncia =
25 9 ]:
Prova
e commento [scritto dal redattore degli Avvisi di seguito
all'articolo] La sperienza suddetta
fu eseguita esattamente a tenore della prescrizione: ma l'acqua colata C'a
sacchetto per inspremitura non volle fermentare neanche a capo di 36
ore; il suo sapore rimase disaggradevole ed erbaceo, se non in quanto si
trovò un po' corretto dallo
zuccgero. Noi sospettiamo che l'Autore abbia omesso qualche circostanza
importante nel descrivere la preparazione di codesta bevanda. 1793 Caffè di patate
"Dopo
averle fatte bollire si mondano, si tagliano in piccoli pezzetti cubici e
si seccano. In seguito si fanno abbronzare e si macinano preparandole come
il caffè. Altri v'impiegano la sola pelle staccata dopo lavate nella
spessezza di una linea circa e tagliata essa pure in pezzetti e seccata.
Si vuole che la pelle abbia più gusto. Comunque sia sicuro che chi vorrà
provare questa nuova sorta di caffè colla crema di latte avrà un
saporosa e sana colazione".
[Da
l,Encyciopaedie, supplemento: articolo Pomme de terre, in De' pome
di terra ossia patate, 1793 ]n.16 p.34]
1794 Metodo per conservare a lungo le patate
"Per
prolungare un tempo senza fine la durata dei Pomi di terra in sostanza,
bisogna farli bollire un poco in acqua alquanto salata; ciò che dicesi
volgarmente bianchire e quindi
tagliarli in fette, ed esporli sopra un forno da pane. Essi allora
acquisteranno secchezza, e trasparenza d'un corno: messi quindi in un vaso
con un poco d'acqua o d'altro liquore, sopra un fuoco dolce, somministrano
un alimento sano, uguale alla radice fresca. Riducendoli in polvere danno
una zuppa, ed un brodo molto salutar Questo mezzo porge il grandissimo
vantaggio di conservare da pertutto e per secoli senza pena e senza
spesa,il superfluo della provvigione di
ciascun mese".
[Da
"Istruzioni sopra la coltura e gli usi dei Pomi di terra",
Cognet, Nizza 1794, in "Avvisi di Genova 1794, n 16, p. 1281]
1793
Pane di patate mescolate
Il
pane del Pomo di terra mescolato consiste nell'impiegare la farina senza
usar lievito, nel tenere la pasta esattamente ferma, e applicare le
radici, cotte con la pelle senz'acqua, al lievito o all'amido, e a far in
maniera che il miscuglio sia ben levato.
Pigliare
venti cinque libbre di farina di formento, di segala, e d'orzo, secondo
l'uso le facoltà del cantone; stemperate un poco di lievito qualunque con
acqua calda, a sufficienza per formare una pasta soda, che lascierete
fermentare come il lievito ordinario. Abbiate in pronto venticinque libbre
di pomi di terra gia cotti avanti, mescolateli belli e caldi al lievito, e
a due once di sale fonduto nell'acqua. Quando il miscuglio sarà
abbastanza impastato per mezzo d'un rotolo di legno, dividetelo in pani di
due o quattro libbre. Quando saranno ben levati, informateli con la
precauzione di scaldar meno il forno e di lasciarvi stare la pasta più
lungo tempo Questo pane conservasi a lungo tempo, e quando si adopera
farina di formento, crederasso all'odore e al sapore che vi sia miscuglio
di segala [Da “Istruzioni sopra la coltura e gli usi dei Pomi di terra”, Cognet, Nizza 1794, in "Avvisi di Genova 1794, n17 p.136”] 1795
Polenta di Patate 'Si prende la metà di [farina di mais] necessaria per il numero di quella famiglia e la metà di Patate; si fanno cuocere, si pelano bene, si pistano, oppure si rimenano bene nelle mani, e tale pasta di Patate si pone per un mezzo quarto d'ora a bollire nella caldaja, ove si suol fare la polenta; poi vi si pone la farina di meliga, si mena, come si fa la polenta".
[Dagli
"Avvisi di Genova", 1795, n, 5, P 35]
1795
Polenta di patate
"Per
fare la polenta colle patate, si fanno bollire per una mezz’ora, si
pelano, si pestano o schiacciano [collo spianatojo sopra la madia], indi
si getta la pasta molle, in cui si saranno convertite, nella pignatta
coll'acqua calda sufficiente per la polenta; alquanto si rimena a ciò si
sciolga; indi vi si getta la metà divisata di farina di granone; e si
rimuove e si cuoce al solito".
[Da
Metodo di coltivare le patate, a
cura della Soc Patria delle Arti e Manifatture, Genova 1795 [?j, P 7i
1796
:Fecola di patate
"Per
estrarre la sostanza delle patate, nette che siano e senza levarle la
corteccia, si schiacciano [...] quindi si racchiude la pasta in un drappo
di tela alquanto rara: si mette sott'acqua in un vaso: vi si lascia
qualche tempo: in seguito si estrae e si preme: dopo un congruo spazio
alla deposizione, versata l'acqua si trova a fondo del vaso una pasta
bastantemente soda a forma di ciambella: questa si fa disseccare al sole o
al fuoco, si sfarina: cosi preparata vuolsi ottima a fare dei brodi per
bagnare la zuppa".
[Dagli
"Avvisi di Genova", 1796, n. 49, p. 489]
1797
Sulle
proprietà della fecola di patate
La
farina di patate “s'impiega, oltre agli usi economici, anche ne'
medicinali. E'antisalina, antiscorbutica ed un ottimo assorbente degli
acidi. Una polenta di essa, conosciuta sotto il nome di Fercolo
di Patate, fatta con acqua piovana, o con decozione di lichen
islandico, o fegatella nostrale, e presa la mattina a stomaco digiuno ha
fatto maraviglie in chi soffre di petto. Vi e chi ne ha corretta la
tenacità forse troppa con qualche piccola dose di altra farina di meliga,
che la rende più sciolta. Chi era notabilmente smagrito ed attaccato da
una tosse ostinata, si vede ora alquanto più ingrassato con sensibile
miglioramento rapporto alla tosse.
[Dagli
"Avvisi di Genova", 1796, n 490, p 488] |
|||
|
|
|||
|
" IL PANE DEI POVERI " Dall'AMERICA, tanti anni fa i avevano portata, prima dai dottori eri stata studiata, dopo sulla tavola dei ricchi sei stata piluccata... ma nessuno ti dava la giusta importanza forse un poveretto che più degli altri aveva vuota la pancia, in una pentola ti aveva bollito... e così, dì far la fame aveva finito ! Pane dei poveri, così io ti ho voluta chiamare... ma solo per metterti su dì un altare Qualche anno fa, qui a ROVEGNO Terra che delle patate é il regno, forse un giorno pian pianino camminando. ed un campo di patate guardando. ad Uno del Posto gli é venuto, l'idea brillantemente di festeggiare la patata, tra la sua Gente! Dopo una manciata di vecchi amici della cosa discutendo mentre un bicchiere di vino stavano bevendo, stabilivan di qualcosa fare.... ma una voce, di uno dei presenti, mi sembra di sentire dire: "Che cosa?....E in che data?... La risposta é stata: "LA PRIMA DOMENICA D'OTTOBRE FACCIAMO LA "FESTA DELLA PATATA!" Ed alzando il bicchiere. sì facevano promessa. e così la prima pietra del muro era stata messa! Gli anni passano....,e l'eco della festa correndo su l'aere ponti e scavalcando le valli ed i monti, ha fatto una voce arrivare anche a noi di CHIAVARI, ARTIGLIERI e gente di Mare! Non si può adesso ricordare tutti quanti quelli che si sono dati in questo tempo da fare, ma dovere è, ricordare: il Signor ISOLA Mauro, il Signor CARLONI, il Dottor Mario PELUCCHI e "GIO BADE"! Che il seme di questa festa hanno piantato e buoni risultati hanno ricavato! E dopo anche il Sindaco di ROVEGNO, il Signor ISOLA Giacomo per la sua collaborazione data in modo che questa "FESTA" sia sempre fatta! Egli può vantarsi della Sua Comunità! Ed a fronte alta può andare, quando per il Mondo, dei galantuomini di ROVEGNO vi sono come a CHIAVARI: Giuseppe BARBIERI conosciuto per "Gio BADE"!
Angela Ballerini - Rovegno, 7 ottobre 1984
"Ö PAN DI PÖVEI" Da'MERICA, tanti anni fà, t'aveivan portà... primma da-i dottoî t'é stæta studià, doppo scï-a töa di ricchi t'é stæta pittâ.... ma nisciûn te dava a giûsta importansa.... foscia ûn meschin che di atri ö l'aveiva ciù vêua a pansa, in-t-ûnn-a pûgnatta ö t'aveiva böggiö.... e coscì, de fà da famme ö l'aveiva finïo! Pan di pövei, coscì mi t'hò voesciûa ciammâ: ma sölo pe mettite sce ûn artâ! Quarch'anno fà, chì a RÖVEGNO, Tæra che de patatte a l'è ö regno, foscia ûn giörno ciancianin camminândo, e unn-a ciann-a de patatte ammiândo, a Ûn dö Posto gh'é vegnûo l'idea brillântemente de festezza a patatta, tra a Sò Gente! Doppo unn-a brancâ de vëgì amixi, da cosa discûttendo, mentre ûn gotto de vin stavan bevendo, stabilîvan de quarchecosa fâ...... ma ûnn-a voxe, d'ûn di presenti, me pa de sentî dî: "CHE CÖSA?....... E IN CHE DATA?....." A risposta a l'è stæta: "A PRIMMA DOMENEGA D'OTTOBRE, FEMMO A FESTA DA PATATTA!" E alsando ö gotto se fâxeivan promissa, e coscì a primma prïa da mûagia a l'ea stæta missa! I anni passân..... e l'eco da festa corrîndo sce de l'äia i pönti scavalcândo e valli e i mönti a l'hà fæto ûnn-a voxe arrivâ ascì a noiatri CIÄVAIN, ARTIGLIERI e gente de mâ! No se pêu aoa arregordâ tutti quanti quelli che se son dæti in-te 'sto tempo da fâ, ma doveì l'è, arregordâ: ö Sciô ISOLA Mauro, ö Sciô CARLONI, ö Dottô PELUCCHI Mario, e ö "GIO BADE"! Che a semensa de 'sta festa han ciantôu, e böin risûltâti han ricavôu! E doppo ascì ö Scindaco de RÖVEGNO ö Scio ISOLA Giacomo, pe a Sò collaboraziön daeta in moddo che 'sta "FESTA" a segge sempre fæta! E ö pêu vantase da Sò COMUNITÆ! E a fronte âta ö pêu andâ, quande pe-ö Möndo di galantommi de RÖVEGNO gh'é: cömme a CIAVAI ö Giuseppe BARBIERI conosciûo pe "GIO BADÉ"!
|
|||
|
|
|||
|
|
|||