l’Associazione Turistica pro Rovegno e il Comune di Rovegno

Organizzano:

38° SAGRA DELLA PATATA

DOMENICA

7 OTTOBRE 2006

 

Con il patrocinio e il contributo di:

Cassa di Risparmio di Genova e Imperia

         Provincia di Genova

 

PROGRAMMA

Ore 10,00

-Apertura stands e presentazione delle confezioni in concorso

                           

Ore 11,30

-stand gastronomico inizio distribuzione patate fritte

 

Ore 16,00

-Premiazione concorsi:

                 la patata più grossa

                 la patata più strana

                 la confezione più originale

ore 18,00

- tradizionale lancio della mongolfiera augurale

 

 

- durante tutta la giornata distribuzione di patate fritte, ciambelle e vino a volontà

 

- lotteria con prodotti locali musica e danze in piazza esposizione e vendita di prodotti biologici e artigianali

IX CONCORSO

 GASTRONOMICO

LE PATATE IN TAVOLA

I piatti a base di patate potranno essere presentati Domenica 7 ottobre 2007

dalle ore 10,00 alle ore 12,30

 

Una speciale giuria premierà:

 - La ricetta più fantasiosa

 - La presentazione più originale

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Partecipano alla manifestazione i produttori del

"consorzio  della quarantina"

Per informazioni:

Associazione Turistica Pro Rovegno

Comune di Rovegno

Tel. 010955033-34

Antiche ricette per cucinare le patate 

Sulla tavola genovese a fine '700

 1779 Pane di sole patate

 “Quando i pomi di terra son cotti a sufficienza, e raffred­dati, si trasformano difficilmente in una pasta elastica, ma se si tuffano nell'acqua bollente e vi si lasciano per molto tempo, tanto che il calore li venga a penetrare, ripigliano ben presto sotto lo spianatojo, come prima, la consistenza d'una pasta tenace e viscosa: bisogna soltanto usar la cau­tela di levar loro la pelle, quando si traggon dal fuoco. [...] L'acqua destinata all'impasto del lievito o della pasta non può esser mai troppo calda: ella forma il quinto della mistura. [... Per fare il pane ... si procederà come in appresso].

 Si piglierà un pezzo di pasta che sia da per se inagrita - o, ch'e anche meglio, un poco di lievito - che si stemprerà nella sera in una pinta d'acqua calda; vi si aggiungeranno in seguito due libbre d'amido, e altrettanta polpa di pomi di terra; fatta questa mistura si copra e si riponga in un luogo caldo, dove si lascerà sino alla mattina seguente, ed allora si potrà pensare all'impasto.

 Si stenderà il lievito cosi preparato in una nuova pinta d'acqua, dove si farà stemprare una mezz'oncia di sale, e il tutto sarà incorporato colla medesima quantità d'amido e di polpa della sera antecedente. Essendo ben gramolata la pasta, si dividerà in otto parti e si riporrà in qualche cesto tutto sparso di crusca, il quale si coprirà, ed esporrassi in un luogo temperato per lo spazio di sei ore, più o meno, secondo la stagione. Dopo ciò si dovrà pensare alla cottura

 Quattr'ore dopo che la pasta sarà stata a levare, bisognerà cominciare a riscaldare il forno, avvertendo di non impie­garvi che poca legna alla volta: quando sarà nel suo vero punto del caldo s’infornerà, ma prima si bagnerà la super­ficie della pasta e in capo a un'ora e mezza o due il pane sarà cotto".

 Quantità di pomi necessaria per avere una libbra di pane [ libbra = 400 9; oncia = 25 9 ]:

Prova e commento [scritto dal redattore degli Avvisi di seguito all'articolo] La sperienza suddetta fu eseguita esattamente a tenore della prescrizione: ma l'acqua colata C'a sacchetto per inspremitura non volle fermentare neanche a capo di 36 ore; il suo sapore rimase disaggradevole ed erbaceo, se non in quanto si trovò un po' corretto dallo zuccgero. Noi sospettiamo che l'Autore abbia omesso qualche circostanza importante nel descrivere la preparazione di codesta bevanda.

 1793 Caffè di patate

"Dopo averle fatte bollire si mondano, si tagliano in piccoli pezzetti cubici e si seccano. In seguito si fanno abbronzare e si macinano preparandole come il caffè. Altri v'impiegano la sola pelle staccata dopo lavate nella spessezza di una linea circa e tagliata essa pure in pezzetti e seccata. Si vuole che la pelle abbia più gusto. Comunque sia sicuro che chi vorrà provare questa nuova sorta di caffè colla crema di latte avrà un saporosa e sana colazione".

[Da l,Encyciopaedie, supplemento: articolo Pomme de terre, in De' pome di terra ossia patate, 1793 ]n.16 p.34]

 

1794 Metodo per conservare a lungo le patate

"Per prolungare un tempo senza fine la durata dei Pomi di terra in sostanza, bisogna farli bollire un poco in acqua alquanto salata; ciò che dicesi volgarmente bianchire e quindi tagliarli in fette, ed esporli sopra un forno da pane. Essi allora acquisteranno secchezza, e trasparenza d'un corno: messi quindi in un vaso con un poco d'acqua o d'altro liquore, sopra un fuoco dolce, somministrano un alimento sano, uguale alla radice fresca. Riducendoli in polvere danno una zuppa, ed un brodo molto salutar Questo mezzo porge il grandissimo vantaggio di conservare da pertutto e per secoli senza pena e senza spesa,il superfluo della provvigione di ciascun mese".

[Da "Istruzioni sopra la coltura e gli usi dei Pomi di terra", Cognet, Nizza 1794, in "Avvisi di Genova 1794, n 16, p. 1281]

 1793 Pane di patate mescolate

Il pane del Pomo di terra mescolato consiste nell'impiegare la farina senza usar lievito, nel tenere la pasta esattamente ferma, e applicare le radici, cotte con la pelle senz'acqua, al lievito o all'amido, e a far in maniera che il miscuglio sia ben levato.

Pigliare venti cinque libbre di farina di formento, di segala, e d'orzo, secondo l'uso le facoltà del cantone; stemperate un poco di lievito qualunque con acqua calda, a sufficienza per formare una pasta soda, che lascierete fermentare come il lievito ordinario. Abbiate in pronto venticinque libbre di pomi di terra gia cotti avanti, mescolateli belli e caldi al lievito, e a due once di sale fonduto nell'acqua. Quando il miscuglio sarà abbastanza impastato per mezzo d'un rotolo di legno, dividetelo in pani di due o quattro libbre. Quando saranno ben levati, informateli con la precauzione di scaldar meno il forno e di lasciarvi stare la pasta più lungo tempo Questo pane conservasi a lungo tempo, e quando si adopera farina di formento, crederasso all'odore e al sapore che vi sia miscuglio di segala

[Da “Istruzioni sopra la coltura e gli usi dei Pomi di terra”, Cognet, Nizza 1794, in "Avvisi di Genova 1794, n17 p.136”]

1795 Polenta di Patate

'Si prende la metà di [farina di mais] necessaria per il numero di quella famiglia e la metà di Patate; si fanno cuocere, si pelano bene, si pistano, oppure si rimenano bene nelle mani, e tale pasta di Patate si pone per un mezzo quarto d'ora a bollire nella caldaja, ove si suol fare la polenta; poi vi si pone la farina di meliga, si mena, come si fa la polenta".

[Dagli "Avvisi di Genova", 1795, n, 5, P 35]

1795 Polenta di patate

"Per fare la polenta colle patate, si fanno bollire per una mezz’ora, si pelano, si pestano o schiacciano [collo spianatojo sopra la madia], indi si getta la pasta molle, in cui si saranno convertite, nella pignatta coll'acqua calda sufficiente per la polenta; alquanto si rimena a ciò si sciolga; indi vi si getta la metà divisata di farina di granone; e si rimuove e si cuoce al solito".

[Da Metodo di coltivare le patate, a cura della Soc Patria delle Arti e Manifatture, Genova 1795 [?j, P 7i

 1796 :Fecola di patate

 "Per estrarre la sostanza delle patate, nette che siano e senza levarle la corteccia, si schiacciano [...] quindi si racchiude la pasta in un drappo di tela alquanto rara: si mette sott'acqua in un vaso: vi si lascia qualche tempo: in seguito si estrae e si preme: dopo un congruo spazio alla deposizione, versata l'acqua si trova a fondo del vaso una pasta bastantemente soda a forma di ciambella: questa si fa disseccare al sole o al fuoco, si sfarina: cosi preparata vuolsi ottima a fare dei brodi per bagnare la zuppa".

[Dagli "Avvisi di Genova", 1796, n. 49, p. 489]

 1797 Sulle proprietà della fecola di patate

La farina di patate “s'impiega, oltre agli usi economici, anche ne' medicinali. E'antisalina, antiscorbutica ed un ottimo assorbente degli acidi. Una polenta di essa, conosciuta sotto il nome di Fercolo di Patate, fatta con acqua piovana, o con decozione di lichen islandico, o fegatella nostrale, e presa la mattina a stomaco digiuno ha fatto maraviglie in chi soffre di petto. Vi e chi ne ha corretta la tenacità forse troppa con qualche piccola dose di altra farina di meliga, che la rende più sciolta. Chi era notabilmente smagrito ed attaccato da una tosse ostinata, si vede ora alquanto più ingrassato con sensibile miglioramento rapporto alla tosse.

[Dagli "Avvisi di Genova", 1796, n 490, p 488]

" IL PANE DEI POVERI "

Dall'AMERICA, tanti anni fa i avevano portata,

prima dai dottori eri stata studiata,

dopo sulla tavola dei ricchi sei stata piluccata...

ma nessuno ti dava la giusta importanza

forse un poveretto che più degli altri aveva vuota la pancia,

in una pentola ti aveva bollito...

e così, dì far la fame aveva finito !

Pane dei poveri,

così io ti ho voluta chiamare...

ma solo per metterti su dì un altare

Qualche anno fa, qui a ROVEGNO

Terra che delle patate é il regno,

forse un giorno pian pianino camminando.

ed un campo di patate guardando.

ad Uno del Posto gli é venuto,

l'idea brillantemente

di festeggiare la patata, tra la sua Gente!

Dopo una manciata di vecchi amici della cosa discutendo

mentre un bicchiere di vino stavano bevendo,

stabilivan di qualcosa fare....

ma una voce, di uno dei presenti, mi sembra di sentire dire:

"Che cosa?....E in che data?...

La risposta é stata:

"LA PRIMA DOMENICA D'OTTOBRE FACCIAMO LA "FESTA DELLA PATATA!"

Ed alzando il bicchiere. sì facevano promessa.

e così la prima pietra del muro era stata messa!

Gli anni passano....,e l'eco della festa correndo su l'aere ponti

e scavalcando le valli ed i monti,

ha fatto una voce arrivare

anche a noi di CHIAVARI, ARTIGLIERI e gente di Mare!

Non si può adesso ricordare

tutti quanti quelli che si sono dati in questo tempo da fare,

ma dovere è,

ricordare: il Signor ISOLA Mauro, il Signor CARLONI, il Dottor Mario PELUCCHI e "GIO BADE"!

Che il seme di questa festa hanno piantato

e buoni risultati hanno ricavato!

E dopo anche il Sindaco di ROVEGNO, il Signor ISOLA Giacomo

per la sua collaborazione data

in modo che questa "FESTA" sia sempre fatta!

Egli può vantarsi della Sua Comunità!

Ed a fronte alta può andare,

quando per il Mondo, dei galantuomini di ROVEGNO vi sono

come a CHIAVARI: Giuseppe BARBIERI conosciuto per "Gio BADE"!

 

Angela Ballerini - Rovegno, 7 ottobre 1984

 

"Ö PAN DI PÖVEI"

Da'MERICA, tanti anni fà, t'aveivan portà...

primma da-i dottoî t'é stæta studià,

doppo scï-a töa di ricchi t'é stæta pittâ....

ma nisciûn te dava a giûsta importansa....

foscia ûn meschin che di atri ö l'aveiva ciù vêua a pansa,

in-t-ûnn-a pûgnatta ö t'aveiva böggiö....

e coscì, de fà da famme ö l'aveiva finïo!

Pan di pövei,

coscì mi t'hò voesciûa ciammâ:

ma sölo pe mettite sce ûn artâ!

Quarch'anno fà, chì a RÖVEGNO,

Tæra che de patatte a l'è ö regno,

foscia ûn giörno ciancianin camminândo,

e unn-a ciann-a de patatte ammiândo,

a Ûn dö Posto gh'é vegnûo

l'idea brillântemente

de festezza a patatta, tra a Sò Gente!

Doppo unn-a brancâ de vëgì amixi, da cosa discûttendo,

mentre ûn gotto de vin stavan bevendo,

stabilîvan de quarchecosa fâ......

ma ûnn-a voxe, d'ûn di presenti,

me pa de sentî

dî:

"CHE CÖSA?....... E IN CHE DATA?....."

A risposta a l'è stæta:

"A PRIMMA DOMENEGA D'OTTOBRE, FEMMO A FESTA DA PATATTA!"

E alsando ö gotto se fâxeivan promissa,

e coscì a primma prïa da mûagia a l'ea stæta missa!

I anni passân..... e l'eco da festa corrîndo sce de l'äia i pönti

scavalcândo e valli e i mönti

a l'hà fæto ûnn-a voxe arrivâ

ascì a noiatri CIÄVAIN, ARTIGLIERI e gente de mâ!

No se pêu aoa arregordâ

tutti quanti quelli che se son dæti in-te 'sto tempo da fâ,

ma doveì l'è,

arregordâ: ö Sciô ISOLA Mauro, ö Sciô CARLONI, ö Dottô PELUCCHI Mario, e ö "GIO BADE"!

Che a semensa de 'sta festa han ciantôu,

e böin risûltâti han ricavôu!

E doppo ascì ö Scindaco de RÖVEGNO ö Scio ISOLA Giacomo,

pe a Sò collaboraziön daeta

in moddo che 'sta "FESTA" a segge sempre fæta!

E ö pêu vantase da Sò COMUNITÆ!

E a fronte âta ö pêu andâ,

quande pe-ö Möndo di galantommi de RÖVEGNO gh'é:

cömme a CIAVAI ö Giuseppe BARBIERI conosciûo pe "GIO BADÉ"!

 

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