Cultura a Rovegno 


Chiesa di RovegnoLa chiesa di Rovegno (da: Cento anni di "Ricordi" di Rita Pelucchi)

L’attuale, grandiosa chiesa, iniziata nel 1821 e consacrata nel 1878, ultimati gli stucchi eseguiti dai fratelli Centanaro di Genova, oggi è tutta istoriata dagli affreschi del pittore bergamasco G. Battista Galizzi che, ottuagenario finì a Rovegno la sua carriera artistica.

Era accademico dei virtuosi del Panteon, maestro della commissione artistica del vaticana d’Arte sacra, suoi sono una ventina di quadri di squisita fattura, contornati dalle decorazioni della ditta Gambini e dalla grande impresa di decorazioni Taragli di Bergamo. Nell’abside è un trittico originalissimo Adamo e Eva all’ombra della madonna promessa che si affaccia sfumata, nella nebbia dei secoli, per illuminare di speranza il cammino dell’uomo.

Sovrasta il Prebisterio una visione apocalittica di intensa luminosità: l’Agnello di Dio in trono, adorato da 24 signori che gli depongono ai piedi le loro corone, in il tutto sorretto da cori di angeli che gli cantano osanna.  

A fianco dell’altare maggiore due grandi e potenti affreschi raffiguranti la crocefissione e l’ultima cena di ispirazione leonardesca decisamente lirica. Nella volta delle navate è la Deccolazione di S. Giovanni Battista pitture schematiche e di forti di grande effetto plastico. In fondo verso la porta principale d’ingresso chiude la storia umana, iniziata nell’Eden, un grande affresco che è uno scorcio del Giudizio Finale.

Nelle lunette della finestra sono rappresentate, con allegorie figure, le otto beatitudini Evangeliche.

Di meraviglioso effetto le dodici grandi vetrate istoriate che illuminano di una filtrata luce mistica, le figure e gli ori di cui è ricchissima tutta la chiesa.


Il CE.R.S.A.L. (CEntro Ricerche Sperimentazioni Acquacoltura Ligure)Logo CE.R.S.A.L.

Con sede e impianti sperimentali in Rovegno (Genova), e’ nato con l’intento di utilizzare e coordinare le singole esperienze acquisite dai sui collaboratori in molti anni d’attività nei settori delle loro competenze specifiche, dalla biologia alla chimica ambientale, dall’allevamento ittico all’ittiopatologia.

La convinzione che solo un lavoro di équipe può portare a risultati concreti nel campo dell’acquacoltura e’ stata la base dei programmi di ricerca del CE.R.S.A.L.

Il settore ittico rappresenta una voce di gran peso sulla bilancia economica italiana anche perché la domanda interna di prodotti ittici ha continuato a registrare negli ultimi anni un costante incremento (l’attuale consumo e’ di circa 15 Kg/anno/persona). Considerando che la pesca marittima può fornire circa 520.000 t e l'acquacoltura circa 50.000 t, la restante quota annua necessaria, cioè 300.000 t, deve essere importata.

Uova di TrotaIn particolare l’acquacoltura copre oggi solo il 10,5% della produzione ittica nazionale destinata al consumo alimentare. Già l’attuale sviluppo spontaneo, tecnologicamente non assistito, che si sta registrando in Italia nel campo dell’acquacoltura, potrebbe portare ad un tasso di crescita della produzione del 50%; una crescita di quest’ordine, pur essendo interessante, sarebbe tuttavia notevolmente inferiore alle potenzialità offerte dalla realtà nazionale.

Occorre tenere presente che, per la degradazione ambientale e la disponibilità di materiale non sempre idoneo, la produttivita’ delle superfici utilizzabili a scopo di acquacoltura e’ notevolmente bassa.

Gli sviluppi acquisibili dall’acquacoltura, per un più razionale e totale sfruttamento delle risorse ittiche nazionali, possono venire solo da un valido e costante impegno sul piano scientifico e tecnologico che, affiancandosi alle iniziative poste in atto dal singolo, condurrà a risultati concreti in termini di resa e qualità.

In Italia, paese a forte densità di popolazione, l’influenza dell’uomo sulle popolazioni ittiche è stata purtroppo negativa ed, oltre ad aver prodotto il deterioramento generale delle condizioni ecologiche con l’inquinamento delle acque e la distruzione dei posti di «frega», ha determinato la progressiva evoluzione delle comunità ittiche verso popolazioni e specie resilienti di scarso pregio. Trote

In particolare nella provincia di Genova la situazione non e’ molto dissimile da quella nazionale; tuttavia il proposito di incrementare la produzione ittica attraverso la promozione d'inziative nel campo dell’acquacoltura tradizionale, non può prescindere dalla peculiarità idrica dei corsi d’acqua a percorso medio o breve e per lo più a carattere torrentizio e da coste alte e poco frastagliate senza alcun riparo dalle stagionali mareggiate.

Nonostante l’esistenza di ricerche già eseguite sullo stato delle acque della nostra Regione, promosse da Enti Pubblici e da singoli ricercatori i dati a disposizione sono scarsi e frammentari essendo venuto a mancare un programma di studi coordinati. Resta tuttavia ancora da progettare un piano di sviluppo dell’acquacoltura regionale che alla luce delle nuove tecnologie può trovare un’ampia collocazione nel nostro territorio per la produzione di specie ittiche marine e di acqua dolce.


Biblioteca 'Giorgio e Rina Caproni'.

Nei locali della ex scuola di Loco si trova la biblioteca con circa 1500 volumi donati da amici e soci della Soc. Turistica Loco consultabili da tutti.

Biblioteca di LocoLASCIANDO LOCO di GIORGIO CAPRONI

Sono partiti tutti.

Hanno spento la luce,

chiuso la porta, e tutti

(tutti) se ne sono andati

uno dopo l'altro.

                Soli,

sono rimasti gli alberi

e il ponte, l'acqua

che canta ancora, e i tavoli

della locanda ancora 

ingombri - il deserto.

                E io,

io allora, qui,

io cosa rimango a fare,

qui dove perfino Dio

se n'è andato di chiesa,

dove perfino il guardiano

del camposanto (uno

dei compagnoni più gai

e savi) ha abbandonato

il cancello, e ormai

- di tanti - non c'è più nessuno

col quale amorosamente 

poter altercare?

 


La miniera il rame e il sotto suolo

A pochi passi dal paese in località Linajuolo si osservano ancor oggi gli scavi, le gallerie e i detriti della miniera oggi in abbandono. Le ultime estrazioni avvennero nel1908 e fu attiva per tutto secolo scorso per opera successivamente di società diverse come la «Bozzo » la « Mercenaro » di Genova e la Wiliam inglese. Vi si estraeva calcopirite di buona qualità azzurrite pure di rame e rame nativo e piccole venature d'oro il cui ricavato era sufficiente per le mercedi degli escavatori e delle donne che prestavano la loro opera.

Fu proprio nelle diverse riprese che vi si scoprirono antiche gallerie che si vogliono collocare all'epoca dei Saraceni o dei Romani.

Comunque tutto il sottosuolo di Rovegno è ricco di minerali.

Molto è il manganese trovato negli assaggi della "RIMIFER" che vi operò nel 1938 al 1940. Lo sfruttamento non avvenne per il sopraggiungere della guerra e giacciono tuttora cumuli di minerale di manganese estratto.

La cava di terra refrattaria per fonderie in località Colonia fu in esercizio fino al 1943 per mano delle acciaierie "Bruzzo" di Genova.

Negli scavi per la costruzione dell'attuale magnifica Colonia Montana costruita nel 1934, che ospita 500 bambini furono rinvenute tracce di lignite e torba. 

Interessanti massi sparsi in diverse località accennano ad azione glaciale. Fra le varie rocce interessante è il granito contenuto nella formazione serpentina e il calcefiro e cristallo d'albite con fossili microscopici.

Non meno interessanti sono i massi ofiolitici dai vivaci colori, come pure accennano a misteriosi altari di pietra, dalle maestose proporzioni, e che, secondo i più fantasiosi, fanno pensare all'epoca favolosa dei giganti

Note del Sac. Albino Ghigliani arciprete di Rovegno.

Rovegno 28 Luglio 1957


Ipotesi di Simboli preistorici 1Il complesso sacrale di Rovegno

Chi furono i primi abitanti della Val Trebbia?

Gli uomini preistorici, come attestano numerosi ritrovamenti individuati nella zona.

I reperti rinvenuti fanno risalire la presenza umana al paleolitico antico.

In tempi più vicini a noi , la zona era abitata dalle tribù dei Casmonates e dei Marici, alleaiti dei Cartagine ai tempi di Annibale e finite in seguito sotto il dominio dei romani.

Testimonianze importanti di queste antiche presenze sono rinvenute anche nelle vicinanze di Rovegno: di origine preromana , il "complesso sacrale" comprende vari siti, tutti di notevole interesse; spicca in particolare, infrazione Poggio, un'area delimitata da  massi e caratterizzata da un varco di accesso.

Alzando  lo sguardo sarà possibile notare, ad alcuni metri, un secondo complesso delimitato e contraddistinto dalla presenza di un primitivo altare.

Proseguendo ancora verso monte si arriva, ad una sorgente: li vicino ci sono due massi a vaga forma di piramide e una grossa pietra; elementi che un tempo componevano, con ogni probabilità, un monumento delle dimensioni


Fonte del Galetto

Questo è il paese dalle molte e fresche sorgenti. Ogni bosco ha la sua sorgiva la sua polla particolare all'ombra discreta, nell'angolo più poetico del paese, ogni casa civile, ogni villa, fino all'ultimo casolare disperso ha una sua ricchezza di acqua tale che a chi viene da Genova, pare un sogno attingere da questo inesauribile fiotto premente di forza e di freschezza, di vita.

 RuscelloNoi però vogliamo far menzione soprattutto della fonte del « Galetto » che per le sue qualità medicamentose cui ricorrono gli ammalati di fegato di reni e di altri malanni, è degna della migliore attenzione. E' in progetto un suo sfruttamento industrializzato. Parecchie pubblicazioni ne hanno già parlato. Qui ci limitiamo a pubblicare i giudizi dei due medici del luogo e del Prof. Adezati Luciano dell' Università di Genova.

Per ragioni di spazio dobbiamo stralciare solo i passi più importanti.

Come risulta dall'analisi eseguita dal Prof. Paganelli della C.C.I.A. l'acqua della fonte del Galetto di Rovegno presenta peculiari caratteri che la fanno ritenere interessantissima come elemento terapeutico coadiuvante in ben precise forme morbose. Si tratta infatti di un'acqua oligominerale lievemente alcalina di grande purezza come è dimostrato all'assenza di ammoniaca e di residui organici, con un residuo secco assai basso (0,13%'). Come tale le sue indicazioni terapeutiche sono caratteristiche dell'indropinoterapia oligo-minerale: è noto infatti che l'aumento della diuresi ottenuto con tale mezzo determina un'accelerata eliminazione di scorie, particolarmente azotate; tale terapia trova quindi le sue elettive indicazioni come coadiuvante in corso di insufficienze renali primitive o secondarie a cause circolatorie.

............

Prof. Dott. Luciano Adezani

Libero Docente dell’Università di Genova

 Fonte del GallettoL'acqua del Galetto, si è dimostrata di grande giovamento nelle epatopatie ed inoltre è dotata di una spiccatissima attività diuretica che la rende principalmente indicata nelle disfunzioni renali. A quest’ultimo proposito si può citare il caso di una giovane madre, nefritica grave e pertanto ricoverata in un ospedale di Genova, perché potesse usufruire dell’assistenza di esperti clinici. Purtroppo nessuna terapia risultò efficace e la paziente fu rinviata a casa per concederle  < di morire nel suo letto >!

In effetti la situazione era gravissima: tra gli altri dati sintomatologici si riscontravano: diuresi totalmente soppressa e cospicui edemi. Non deve stupire se diremo che, sottoposta ad idroterapia con detta acqua alla paziente nel giro di due settimane scomparvero i sintomi sopraccennati, la salute cominciò a rifiorire ed oggi si puà parlare di completa guarigione. Solo recentemente la scienza ha iniziato lo studio dell’Acqua di Moglia del Galetto e nel linguaggio inequivocabile delle cifre e della terminologia medica è contenuto, e ad un tempo risolto il segreto delle virtù di queste acque!…

Cella Dr. Edoardo

Medico Condotto di Rovegno.

 

Sorge in località Pian della Taverna a poca distanza dal paese un'acqua oligominerale, e le sue caratteristiche fisico-chimiche rilevano dati molto interessanti:

E' acratopega, di grande purezza e limpidezza, alcalina, con quantità notevoli di ossido di calcio (CaO) e di ossido di manganese (MgO), con presenza di silice, anidride solforosa, cloro e piccole quantità di ossido di ferro.

E' da augurarsi che siano conosciute dal pubblico le proprietà terapeutiche di quest'acqua che può giovare in molte disfunzioni dell'organismo, quali le turbe dell'apparato gastro-enterico (gastriti di tipo ipercloridico), le turbe dovute alle malattie del ricambio, le malattie delle vie urinarie (pieliti, cistiti, uretiti).

Le note terapeutiche su esposte, indicative, e di carattere forzatamente sommario, debbono essere naturalmente utilizzate con buon senso ricordando che in realtà non esiste una malattia ma un malato. Ogni crenoterapia quindi, va applicata alle necessità reali del singolo caso in esame, tenendo presente dell'organismo ad essa e la sensibilità dell'individuo.

 

Dott. Luciano Chelucci

Ostretico Ginecologo

Specialista in Chirurgia Generale

 

Note del Sac. Albino Ghigliani arciprete di Rovegno.

Rovegno 28 Luglio 1957


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