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Benvenuto
a tutti e grazie per averci fatto visita !
Parto
subito con una domanda che potrebbe anche diventare argomento di
ulteriori, costruttive discussioni:
“Alta
Val Trebbia, anno 2000 d .c. . . . . . . . .
Secondo
Voi - nell’attuale situazione generale - qual è l’unica categoria
di persone che può ancora trarre un reale e concreto vantaggio dal
recupero, dal miglioramento e dalla cura dei nostri monti, vedendo così
ripagato il proprio impegno non solo nella tutela ma anche nella gestione
attiva e costante del territorio e dell’ambiente ? ”
I
cacciatori Soci del C.F.V.M. - Consorzio Faunistico Venatorio “Montarlone”
- hanno già dato una risposta a questa domanda, e dal 1997 si sono proposti
come nuovi e inediti “gestori del territorio” utilizzando la propria
passione come mezzo e come scopo per tentare opere di recupero e bonifica su
un habitat meraviglioso, ma trascurato da ormai troppo tempo.
Questo
Consorzio nasce nel 1995 per volontà delle sezioni cacciatori di Rovegno e di
Casanova che - considerando anche la fase di “transizione” attraversata all’epoca
dal mondo venatorio con l’entrata in vigore della nuova legge (n° 157 del
1992) e con la nascita dei cosiddetti “Ambiti Territoriali di Caccia” -
decidono di tentare la via dell’autogestione attraverso l’istituzione di una
struttura privata per la caccia.
La legge
italiana infatti consente anche ad un privato (proprietario di terreni) di
richiedere alla Regione di appartenenza la concessione per istituire una
struttura di gestione della caccia senza fini di lucro. La normativa regionale
della Liguria, in particolare, consente poi ai vari proprietari terrieri di
consorziarsi tra loro per dare luogo a questo tipo di struttura gestionale.
Data la
situazione di completo abbandono in cui versa la campagna del nostro entroterra
ed il collettivo disinteresse generale verso il recupero ed il miglioramento
ambientale e vegetazionale dei nostri monti, i cacciatori del posto hanno deciso
di fare proprio il principio auspicato dalla legge 157/92 (legare il cacciatore
al territorio) e di provare a gestire in tal modo una zona particolarmente
vocata per la tipica fauna dell’Appennino Ligure come lepri e pernici rosse,
nonché per la piccola selvaggina migratoria e per i vari tipi di ungulati che
stanno progressivamente aumentando in tutta la nostra regione.
Il C.F.V.M
prende il suo nome dal monte più alto esistente nel territorio del Comune di
Rovegno (1.500. mt. s.l.m.); questo monte sovrasta gli abitati delle frazioni di
Casanova e Foppiano e segna la linea dello spartiacque tra la valle del fiume
Trebbia e quella dell’Aveto, creando così un confine naturale tra il Comune
di Rovegno e quello di Rezzoaglio.
Gran parte del
territorio interessato dall’A.F.V. “Montarlone” è di proprietà dei
cosiddetti “Comitati per i Beni Frazionali” ed è costituito da diversi
ettari di terreno che una volta erano i pascoli ed i boschi da cui traevano
sostentamento i contadini che vivevano nel comune di Rovegno. Ora, con l’abbandono
delle campagne e dell’agricoltura in generale, questi territori vengono
(purtroppo solo in parte) gestiti e curati dai Soci del C.F.V.M. in
collaborazione con i pochi agricoltori ancora rimasti nella zona.
Un ambiente “gestito”
per il solo, esclusivo fine di ospitare e produrre selvaggina non può
prescindere da un territorio curato, seguito e mantenuto in condizioni che
consentano alla fauna selvatica (quella cacciabile e anche quella protetta) di
trovare un habitat idoneo e cibo a sufficienza per poter sopravvivere e
riprodursi.
Naturalmente il
prelievo della selvaggina all’interno dell’A.F.V. “Montarlone” è
comunque soggetto a rigidi e precisi “Piani di Abbattimento” stabiliti ogni
anno dalla Provincia di Genova sulla base di censimenti e controlli effettuati
periodicamente dalla Polizia Provinciale; questi Piani tengono debitamente conto
della presenza e della consistenza delle varie specie oggetto di caccia, e
disciplinano in tal modo l’attività venatoria all’interno dell’Azienda,
ponendo quindi le basi per una corretta gestione della caccia e soprattutto dell’ambiente
in cui questa viene praticata.
Grazie per l’attenzione
!
Il Presidente del C.F.V.M.
Luca Isola
Per ulteriori
informazioni : Luca Isola
c/o Comune di
Rovegno
TEL. 010 /
95.50.33 - 4
e-mail :
rovegno@concert.it |