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REGOLAMENTO I.M.U.

REGOLAMENTO I.M.U.

(Deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 29/09/2012 )

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1
Oggetto del Regolamento

1. Il presente regolamento disciplina l’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) nel Comune di ROVEGNO, nell’ambito della potestà regolamentare generale dei Comuni, riconosciuta dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e successive integrazioni e modificazioni, così come confermata dall’articolo 14, comma 6, del D.Lgs, 14 marzo 2011, n. 23, recante “disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale”, nonché in relazione alla potestà regolamentare disciplinata dall’articolo 59 del richiamato D.Lgs 446/97, in materia di I.C.I., al quale rinvia la normativa relativa all’IMU.
2. Le disposizioni del presente regolamento fanno riferimento alle norme che prevedono l’anticipazione dell’entrata in vigore dell’imposta municipale propria, contemplate dall’articolo 13, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, così come modificato con Legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché al dettato degli articoli 8 e 9 del summenzionato D.Lgs 23/2011 e alla disciplina del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 504 (decreto istitutivo dell’I.C.I.), in quanto compatibili.
3. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni generali previste dalle vigenti leggi per l’applicazione dell’imposta municipale propria e per la gestione delle entrate tributarie dell’ente comunale.

Art. 2
Definizione di fabbricati ed aree

1. Ai sensi dell’art. 13, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, così come modificato con Legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono assoggettati all’imposta municipale propria tutti gli immobili ubicati nel territorio del Comune di ROVEGNO , ad esclusione di quelli espressamente indicati dalle normative vigenti.
2. Per l’individuazione delle caratteristiche del presupposto oggettivo si rinvia all’art. 2, del D.Lgs. 504/92, dove sono così definiti:
– fabbricato: l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella di pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto ad imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato, purché venga fornita idonea prova di detto utilizzo;
– area fabbricabile: l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità. L’edificabilità dell’area non deve necessariamente discendere da piani urbanistici particolareggiati, essendo sufficiente che tale caratteristica risulti da un piano regolatore generale.
Se le aree fabbricabili sono possedute e condotte direttamente dai soggetti passivi con qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo devono essere considerate come terreni agricoli.

terreno agricolo: il terreno adibito alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame ed attività connesse, di cui all’articolo 2135 del C.C..

Sono considerati terreni agricoli quelli posseduti e condotti direttamente dai soggetti passivi con la qualifica di coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale, che svolgono una delle attività disciplinate dall’art. 2135 del C.C.. In particolare la condizione del soggetto passivo quale coltivatore diretto o imprenditore agricolo deve essere confermata dall’iscrizione negli appositi elenchi dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni ed appartenenti ai rispettivi nuclei familiari, previsti dall’art. 10 della legge 9-1-1963, n. 9, concernente le norme in materia di previdenza dei coltivatori diretti con obbligo di assicurazioni per invalidità, vecchiaia e malattia (art. 1 decreto legislativo 29/03/2004 n.99 e s.m.); Lo stesso articolo stabilisce che la qualifica di imprenditore agricolo professionale possa essere riconosciuta alle società di persone, cooperative di capitale, anche a scopo consortile, qualora lo statuto preveda come oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole. Ai fini del riconoscimento alle società della qualifica di IAP è necessario, nel caso si tratti invece di società cooperative o di capitale e che almeno un amministratore (che sia anche socio per le società cooperative) sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo.

Art. 3
Disposizioni per la determinazione della base imponibile di particolari aree fabbricabili.

1.Per la sussistenza dell’edificabilità dell’area, come identificata al precedente articolo 2, è sufficiente la previsione di tale caratteristica nel piano regolatore generale, dal momento in cui questo risulta definitivamente approvato ed esecutivo .
2.L’area frazionata rispetto al fabbricato a cui risulterebbe asservita è assoggettabile ad autonoma tassazione fino al perdurare della sua separata indicazione negli archivi catastali.
3.Non costituisce area fabbricabile il lotto di superficie che non consente autonoma edificazione, salvo il caso in cui sul medesimo sia stata rilasciata concessione o autorizzazione edilizia .
4.Si conferma l’assunzione della base imponibile calcolata sull’area edificabile nei casi di utilizzazione edificatoria, di demolizione di fabbricati, di interventi di recupero di cui all’art. 5, comma 6, del decreto legislativo 504/1992.
Si fa luogo ad accertamento di maggior valore nel caso in cui il soggetto passivo abbia già dichiarato o definito per il medesimo anno di imposta e/o per quelli precedenti, a fini comunque fiscali, il valore dell’area in misura superiore rispetto a quello dichiarato ai fini I..C.I.., sempreché le caratteristiche dell’area nel frattempo non abbiano subito modificazioni rilevanti agli effetti del valore commerciale .
5.Il soggetto passivo che reputi comunque opportuno dichiarare un valore inferiore a quello predeterminato, per particolari elementi che incidono negativamente sul valore dell’area, può rendere noti tali elementi all’ufficio comunale che ne effettuerà valutazione in sede di controllo.
6.Nei casi di fabbricati in corso di costruzione, o soggetti ad interventi di recupero come definiti dall’art. 5, comma 6, del decreto legislativo 504/1992, concernente la determinazione della base imponibile I.C.I., ove siano terminati i lavori soltanto per alcune unità immobiliari, le unità non ultimate sono considerate aree fabbricabili ai fini della imposizione; l’area fabbricabile è quantificata riducendo l’area complessiva
sulla quale sorge l’intero fabbricato di una quota risultante dal rapporto esistente tra la volumetria delle unità ultimate ed assoggettate a imposizione come fabbricato, e la volumetria complessiva del fabbricato.

Art. 4
Determinazione delle aliquote e detrazioni d’imposta

1.Le aliquote e detrazioni d’imposta sono approvate dal Consiglio Comunale con deliberazione adottata nei termini di approvazione del bilancio di previsione per l’anno di riferimento, tranne che per l’anno 2012, nel quale saranno approvate entro il 30 settembre 2012.

TITOLO II
AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI

Art. 5
Abitazione principale

1. Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano, come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
2. In particolare ciò si verifica nei seguenti casi:
a) abitazioni di proprietà dei soggetti passivi residenti negli stessi ;
b) abitazione di soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, purché lo stesso soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale.
3. In applicazione alla potestà regolamentare richiamata all’articolo 1 del presente regolamento, vengono assimilate alle abitazioni principali le seguenti casistiche:
a) abitazione posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da soggetto anziano o disabile che ha acquisito la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata ;
4.Per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale sono previste rispettivamente le seguenti agevolazioni:
– aliquota ridotta, approvata con apposita delibera del Consiglio Comunale ;
– detrazione d’imposta, per le abitazioni di cui ai punti 2a), 2b), 3a); l’ammontare della detrazione è determinata nella misura della legge di riferimento , e si applica sull’imposta dovuta per l’abitazione principale, fino a concorrenza del suo ammontare; se l’abitazione è utilizzata da più soggetti la detrazione spetta a ciascuno di essi in ragione della quota di utilizzo, indipendentemente dalla quota di possesso.
5. Le agevolazioni sopra descritte sono rapportate al periodo dell’anno durante il quale permane la destinazione dell’unità immobiliare ad abitazione principale
6. E’ applicata l’aliquota ridotta anche alle pertinenze, intendendo come tali gli immobili classificati nelle categorie catastali C/2,C/6 e C/7, nella misura massima di un’ unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte distintamente in catasto.
Richiamato l’art. 817 del codice civile “sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa. La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima”.

Si intende quindi, per pertinenza, il garage o box o posto auto, la soffitta o la cantina che siano durevolmente ed esclusivamente asservite alla predetta abitazione. In presenza di più fabbricati iscritti nelle categorie indicate, hanno la precedenza quelli che si trovano nello stesso edificio dell’abitazione principale.
L’estensione delle agevolazioni alle pertinenze della abitazione principale è subordinata alla presentazione di apposita comunicazione da redigersi su specifico modulo entro il termine del pagamento a saldo dell’imposta, limitatamente al primo anno di applicazione, mentre per gli anni successivi sarà necessaria solamente una comunicazione di eventuale variazione. Per le pertinenze già dichiarate ai fini ICI e che hanno le caratteristiche specificate nel presente regolamento, non occorre presentare ulteriore comunicazione. La comunicazione sarà ovviamente soggetta a controllo da parte dell’Ente.

7. L’agevolazione opera a condizione che vi sia identità tra il proprietario o titolare di diritto reale di godimento dell’abitazione principale e della o delle pertinenze. Resta fermo che l’abitazione principale e le sue pertinenze continuano ad essere unità immobiliari distinte e separate. Sotto l’aspetto della detrazione d’imposta, non spettano ulteriori detrazioni per le pertinenze dell’abitazione principale; l’unico ammontare di detrazione, se non trova totale capienza nell’imposta dovuta per l’abitazione principale, può essere computato, per la parte residua, in diminuzione dell’imposta dovuta per le pertinenze .

Art. 6
Fabbricati inagibili o inabitabili

1 La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili od inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni.
La norma prevede che l’inagibilità o l’inabitabilità sia accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa a detta previsione, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

2.I fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, potranno però essere censiti, qualora sussistano i precisi requisiti richiesti dall’ ex Direzione centrale del catasto, nella categoria catastale F2 (unità collabente) con rendita nulla e versare l’IMU sul valore dell’area.

Art. 7
Esenzioni

1. Ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs n. 23/2011 comma 8, sono esenti gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti nel proprio territorio, dalle regioni, dalle Province, dal comune, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente a compiti istituzionali.
Si applicano, inoltre, le esenzioni previste dall’articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h), ed i) del citato decreto legislativo n. 504 del 1992.

2.Ai sensi dall’art. 7 del D.Lgs. 30-11-1992, n. 504, lettera i), sono esenti tutti gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attivita’ assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonche’ delle attivita’ di cui all’articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.
L’esenzione spetta per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte.

TITOLO III
DENUNCE, ACCERTAMENTO, CONTROLLI

Art. 8
Denunce

1. Per gli obblighi di dichiarazione di variazione si rinvia alle disposizioni legislative vigenti.
2. La dichiarazione o denuncia non firmata può essere regolarizzata su invito dell’ufficio, entro giorni 30 dal ricevimento dello stesso; in caso di inadempienza la dichiarazione o denuncia è considerata come non presentata.
3. Nel caso che la dichiarazione sia erroneamente presentata a questo comune ed indirizzata ad altro comune, la stessa viene trasmessa d’ufficio al comune competente.
4. Nel caso che la dichiarazione, indirizzata a questo comune, sia stata erroneamente presentata a comune diverso e da quest’ultimo trasmessa, la stessa si intende presentata nella data certificata dal comune che l’ha ricevuta .
5. Il contribuente dovrà altresì comunicare le unità immobiliari pertinenze dell’abitazione principale per poter usufruire delle agevolazioni del caso.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta; in tal caso il soggetto interessato è tenuto a denunciare nelle forme sopra indicate le modificazioni intervenute, entro il termine del 31 luglio successivo all’anno in cui le modificazioni si sono verificate.
Nel caso di più soggetti passivi tenuti al pagamento dell’imposta su un medesimo immobile può essere presentata dichiarazione congiunta; per gli immobili indicati nell’articolo 1117, n. 2) del codice civile oggetto di proprietà comune, cui è attribuita o attribuibile una autonoma rendita catastale, la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto dei condomini.
Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa il curatore o il commissario liquidatore, entro novanta giorni dalla data della loro nomina, deve presentare al comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l’avvio della procedura. Detti soggetti sono, altresì, tenuti al versamento dell’imposta dovuta per il periodo di durata dell’intera procedura entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.
Art. 9
Versamenti

1. I soggetti passivi effettuano il versamento dell’imposta dovuta al Comune per l’anno in corso in due rate (o tre rate per l’abitazione principale) di pari importo, scadenti secondo disposizioni di legge. Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro la scadenza della prima rata.
2. I versamenti dell’imposta dovuta devono essere eseguiti utilizzando il modello di delega F24, compilando la sezione relativa agli enti locali, con indicazione del codice identificativo del Comune di ROVEGNO, corrispondente a H599.
3. L’imposta è di norma versata autonomamente da ogni soggetto passivo; si considerano tuttavia regolari i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri, qualora sia stata presentata dichiarazione o comunicazione congiunta, purché il versamento corrisponda all’intera proprietà dell’immobile condiviso ;
4.Per il calcolo dei mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, il giorno del trasferimento è computato in capo al soggetto che acquisisce la proprietà. Il mese di 31 giorni si computa in capo al soggetto titolare della proprietà per almeno 16 giorni.

5.Tenuto conto delle attività istruttorie e di accertamento da effettuare per pervenire alla riscossione, anche coattiva del tributo, nonché degli oneri da sostenere per svolgere le suddette attività e nel rispetto del principio dell’economicità dell’azione amministrativa, si dispone l’esonero dal versamento qualora l’importo relativo ad un singolo anno d’imposta, non sia superiore a € 12,00.L’ufficio o l’Agente di Riscossione è esonerato dall’emettere e notificare idonei avvisi per importi, comprensivi di sanzioni ed interessi, non superiori a Euro 12,00.
Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nell’ipotesi di ravvedimento operoso e nel caso di definizione della sanzione ai sensi, rispettivamente, degli articoli 13, 16 e 17 del D.lgs n. 472, del 18 dicembre 1997.
Art. 10
Differimento dei termini per i versamenti

1. Con determina del Sindaco i termini ordinari di versamento dell’imposta possono essere sospesi e differiti per tutti o per categorie di soggetti passivi interessate da:
a) gravi calamità naturali;
b) particolari situazioni di disagio economico, individuate con criteri fissati nella medesima deliberazione.

Art. 11
Liquidazioni e accertamenti

1. Il Comune procede direttamente o tramite Ditta incaricata del Servizio alla rettifica delle comunicazioni e dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse comunicazioni, dichiarazioni e degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito atto motivato. Tali avvisi in rettifica e d’ufficio sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini sono contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.
Sulle somme dovute si applicano gli interessi legali, con maturazione giorno per giorno e viene attribuita la ripetizione delle spese di notifica.
Ai fini dell’esercizio dell’attività di accertamento il Comune o la Ditta incaricata del Servizio può invitare i contribuenti ad esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione di spese e diritti.
In caso di omesso o parziale pagamento degli avvisi notificati, l’Ufficio Tributi o la Ditta incaricata del Servizio provvederà all’attivazione della procedura di cui al Regio Decreto 14 aprile 1910, n. 639. Il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. La successiva procedura esecutiva per il recupero dei crediti verrà curata tramite convenzione con idoneo studio legale.
Ogni spesa derivante e/o conseguente all’attivazione delle predette procedure, ivi comprese le spese di notifica , verrà posta a carico del contribuente insolvente.
2. Al fine di ridurre i contrasti con i contribuenti, è adottato, l’istituto dell’accertamento con adesione, sulla base dei criteri stabiliti dal decreto legislativo 19-6-1997, n. 218, che reca disposizioni in materia di accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale, nonché tutti gli altri istituti deflativi previsti dalla legislazione vigente .

Art. 12
Rimborsi

1. Il contribuente può richiedere al Comune il rimborso delle somme, di competenza del Comune stesso, versate e non dovute entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione. Si intende come giorno in cui è stato accertato il diritto alla restituzione quello in cui su procedimento contenzioso è intervenuta decisione definitiva. L’ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza. – L’Ente è tenuto a corrispondere ai contribuenti eventuali interessi a partire dalla data di ricevimento delle istanze di rimborso.
– Su richiesta dei contribuenti le somme a credito possono essere compensate con quelle a debito anche riferite ad annualità diverse.
– Non si effettuano rimborsi/compensazioni per somme inferiori ai 12,00 euro.
2. È comunque riconosciuto il diritto al rimborso, anche oltre il citato termine quinquennale e fino a prescrizione decennale, nel caso in cui l’imposta sia erroneamente stata versata a questo Comune per immobili ubicati in Comune diverso; devono in tal caso essere possibili le azioni di accertamento e recupero da parte del Comune soggetto attivo del tributo.

Art. 13
Rimborso per dichiarata inedificabilità di aree

1. Ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. f), del D.Lgs. n. 446/1997, che disciplina la potestà regolamentare dei Comuni in materia di I.C.I., è possibile richiedere ed ottenere il rimborso dell’imposta pagata per quelle aree che successivamente ai versamenti effettuati siano divenute inedificabili.
2. In particolare, la dichiarazione di inedificabilità delle aree deve conseguire da atti amministrativi approvati da questo Comune, quali le varianti apportate agli strumenti urbanistici generali ed attuativi che abbiano ottenuto l’approvazione definitiva da parte degli organi competenti, nonché da vincoli istituiti ai sensi delle vigenti leggi nazionali e regionali che impongano l’inedificabilità dei terreni per i quali è stata corrisposta l’imposta.
3. L’ammontare del rimborso viene determinato come di seguito indicato:
– per le aree che non risultino essere state coltivate in regime d’impresa nel periodo al quale si riferisce la richiesta di rimborso e che siano divenute inedificabili ai sensi del precedente comma, si riconosce il rimborso dell’intera imposta versata.
– per le aree che risultino essere state coltivate in regime d’impresa nel periodo al quale si riferisce la richiesta di rimborso e che siano divenute inedificabili ai sensi del precedente comma, si riconosce il rimborso di imposta pari alla differenza tra la somma dichiarata e corrisposta in base al valore delle aree fabbricabili, ai sensi dell’art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 504/1992, che dispone sulla determinazione della base imponibile, e la somma dovuta in base al valore agricolo delle aree, ai sensi dell’art. 5, comma 7, dello stesso D.Lgs. n. 504/1992.
4. Condizione indispensabile affinché si abbia diritto al rimborso di imposta è che:
a) non siano state rilasciate concessioni e/o autorizzazioni edilizie per l’esecuzione di interventi di qualunque natura sulle aree interessate, ai sensi delle vigenti disposizioni urbanistico-edilizie e che gli interventi stessi risultino essere stati iniziati, ai sensi dell’art. 31, comma 10, della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente i termini di validità delle licenze edilizie;
b) non siano state intraprese azioni, ricorsi o quant’altro avverso l’approvazione delle varianti allo strumento urbanistico generale e attuativo, né azioni, ricorsi o quant’altro avverso la legge nazionale
o regionale che ha istituito il vincolo di inedificabilità sulle aree interessate;
c) che le varianti agli strumenti urbanistici generali ed attuativi abbiano ottenuto l’approvazione definitiva da parte degli organi competenti e che i vincoli di inedificabilità istituiti sulle aree interessate conseguano da norme di legge approvate definitivamente;
5. La procedura di rimborso si attiva sulla base di specifica, motivata richiesta da parte del contribuente interessato, il quale deve accettare le condizioni sopra richiamate, secondo le modalità della normativa vigente.

Art. 14
Contenzioso

1. Contro l’avviso di accertamento e di liquidazione, il ruolo, la cartella di pagamento, l’avviso di mora, il provvedimento di irrogazione di sanzioni, il diniego di rimborso, può essere proposto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Genova, entro 60 giorni dalla data di notificazione dell’atto impugnato, secondo le disposizioni del D.Lgs. 31-12-1992, n. 546, che disciplina il processo tributario.

Art. 15
Arrotondamenti

1. I versamenti devono essere effettuati con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a tale importo

Art. 16
Organizzazione del servizio e rapporti con il contribuente

– I rapporti tra Amministrazione e contribuente sono basati sui principi di collaborazione e buona fede. L’Amministrazione è orientata al controllo sostanziale degli adempimenti posti a carico del contribuente e tutela l’affidamento e la buona fede ai sensi dell’art.10 dello statuto del Contribuente.
– Deve essere garantita la chiarezza e la conoscenza degli atti. Questi ultimi sono soggetti a riesame, anche su istanza del contribuente, per l’esercizio del potere di autotutela. E’ inoltre recepito il diritto di interpello, pertanto ciascun contribuente ha facoltà di richiedere chiarimenti o pareri così come previsto dalla legge 27 luglio 2000 n. 212.
– Al fine di ridurre al minimo i casi di contenzioso per errata interpretazione o applicazione della legge, il Comune può prevedere appositi servizi di assistenza e consulenza ai cittadini, valendosi delle modalità e degli strumenti consentiti dalle vigenti disposizioni.

TITOLO IV
DISPOSIZIONI FINALI

Art. 17
Norme di rinvio

1. Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento si applica quanto dettato dall’art. 13 del D. L. n. 201/2011, così come convertito, con modifiche, dalla Legge 214/2011; le norme contenute agli artt. 8, 9 e 14 del decreto legislativo n. 23/2011, in quanto compatibili e le disposizioni di rinvio del D.Lgs. n. 504/1992, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché ogni altra normativa vigente applicabile al tributo.

Art. 18
Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2012.